Nella sola Europa, circa l’84% delle specie coltivate e il 78% della flora selvatica dipendono, almeno in parte, dall’impollinazione animale. Il declino demografico degli insetti impollinatori a scala mondiale assume quindi un’importante valenza conservazionistica. Nonostante il quadro sulle cause del declino non sia ancora del tutto chiaro, fra queste vanno annoverate attività antropiche dirette o indirette, quali il cambiamento di uso dei suoli, l’agricoltura intensiva e l’uso dei pesticidi, l’inquinamento ambientale, l’introduzione di specie esotiche invasive, gli agenti patogeni e i cambiamenti climatici.
Gli obiettivi del progetto sono quelli di conoscere lo stato e il trend dei principali taxa di insetti impollinatori presenti all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, con particolare riferimento a Lepidotteri ropaloceri, Ditteri sirfidi e Apoidei, nonché verificare gli effetti delle differenti pressioni di pascolo ed effettuare un primo studio comparativo dell’efficacia relativa delle diverse metodologie di campionamento.
I metodi utilizzati prevedono campionamenti all’interno di aree campione, in Val di Rabbi – nel settore Trentino del Parco, individuate in modo da essere il più possibile omogenee da un punto di vista altitudinale e ambientale, e caratterizzate da intensità di pascolo medio-alto e medio-basso. Nel primo biennio, la raccolta dati si è svolta attraverso campionamento attivo e passivo. Il campionamento attivo si svolge da transetto fisso di dimensioni 250x4m, lungo il quale verranno catturati ed identificati gli individui appartenenti ai diversi taxa. Il campionamento passivo è stato effettuato nelle stesse aree individuate per i transetti fissi, e ha previsto l’utilizzo di 5 pan-traps per plot, ciascuna costituita da 3 piatti, finalizzate alla raccolta di Ditteri sirfidi e Apoidei. Il prosieguo del progetto prevede la raccolta di individui solo attraverso l’utilizzo di campionamenti attivi lungo transetti, la preparazione e l’identificazione tassonomica di sirfidi (a livello di specie) e apoidei (a livello di genere/morfospecie). I risultati del monitoraggio dovranno servire a valutare l’efficacia delle misure di conservazione e delle strategie e politiche ambientali alla base della gestione adattativa del Parco.