All’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, così come nel resto delle Alpi, la marmotta assume un’importante valenza ecologica, culturale e turistica. Per questa specie che abita stabilmente aree di alta quota, il periodo compreso fra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno è fondamentale per accumulare energie sufficienti ad affrontare i mesi invernali, che trascorrerà in ibernazione all’interno di tane ricoperte da neve. I cambiamenti climatici in atto nelle aree d’alta quota potrebbero quindi alterare la ‘storia di vita’ della marmotta, rendendola un buon indicatore dello stato dell’ecosistema alpino.
L’obiettivo del progetto è quello di capire come le variazioni climatiche, estive ed invernali, possano impattare sulla sopravvivenza degli individui e sul loro accrescimento. Parallelamente, si intende valutare l’efficacia di metodi di stima per il monitoraggio a lungo termine delle popolazioni.
I metodi utilizzati per rispondere a questi obiettivi si basano sulla possibilità di catturare e marcare gli animali quando emergono dalle tane, in primavera. Questo permette la creazione di ‘storie di cattura’ individuali: con questi dati, attraverso l’applicazione di metodologie statistiche basate sul principio di ‘cattura-marcaggio-ricattura’ (capture-mark-recapture), sarà possibile stimare la sopravvivenza degli individui e le variazioni di abbondanza delle popolazioni. Il progetto è attivo in due settori del Parco, quello trentino, in Val de la Mare, e quello lombardo, in Val Cedec. L’area di Val de la Mare è attiva dal 2014, e da qui provengono i dati che permetteranno di valutare l’impatto delle variazioni climatiche sulla sopravvivenza e di confrontare le stime di abbondanza con stime ottenute attraverso metodi non basati sulla disponibilità di animali marcati, come quello del ‘doppio osservatore’ (double observer), meno invasivi e più economici. In Val Cedec, dal 2024 sarà attivata una raccolta dati che permetteranno di indagare le variazioni dell’accrescimento degli individui marcati in relazione all’andamento climatico in periodo primaverile-estivo.
I risultati preliminari, ottenuti dal confronto fra diverse tecniche di stima dell’abbondanza, suggeriscono come il capture-mark-recapture sia un metodo in grado di restituire stime robuste della popolazione, mentre metodi più ‘leggeri’ tendono a sottostimare la dimensione delle popolazioni, ma resta da valutare la loro capacità di ‘tracciare’ le variazioni numeriche nel tempo.