Le foreste


Una caratteristica ambientale delle valli di Peio e Rabbi è rappresentata dalla presenza di ricchi soprassuoli boscati misti, che variano nella composizione in funzione della quota e della condizione geomorfologica, le quali insieme influiscono sui diversi parametri microclimatici e quindi sullo sviluppo della vegetazione, il cui limite è piuttosto elevato (2200 m).
Salvo particolari e ridotte superfici ad ontaneto, prevalgono nettamente le conifere.
L’abete rosso ed il larice dominano i versanti, inquadrandosi tipologicamente nella pecceta montana mista e nel lariceto puro, con la partecipazione anche marcata del pino cembro nell’alta val di Peio, a clima più spiccatamente continentale.
Scarsa la presenza dell’abete bianco che richiede freschezza del terreno e livelli di piovosità superiori.
È da sottolineare come sussistano numerosi esemplari di alberi plurisecolari e maestosi, diffusi anche all’interno delle superfici boscate produttive, dove l’oculata gestione selvicolturale ha permesso l’utilizzo di legname da opera, rispettando tali ecosistemi.

Pino cembro
Il pino cembro o cirmolo
può vivere fino a 1000 anni
Larice
A differenza delle altre
aghifoglie i larici (Larix decidua) acquistano d'autunno colori dorati

I terreni derivati dalla natura geologica del substrato e dalla presenza dei soprassuoli descritti risultano tendenzialmente acidi e permettono comunque lo sviluppo di uno strato erbaceo di notevole interesse, anche per la partecipazione di specie rare ed endemiche.
Inoltre è da ricordare come i boschi siano ricchi di alternanze strutturali, radure, tratti densi e inestricabili, fustaie mature con piante colonnari che ne favoriscono il completo sfruttamento trofico e spaziale, definendo pertanto numerose nicchie ecologiche occupate dalla multiforme fauna presente.

 


Copyright 2004 Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio