L'IDEA |
|
(…)
Marcello guida piano e mentre guida racconta, non è vero che parla solo con gli
alberi.
Avevo programmato da tempo un'escursione in alta Val di Saènt, sperando
in una giornata di sole ma il giorno stabilito, il 5 novembre, c'è una nebbia
fitta che limita la visibilità a poche decine di metri (…) ma giacché siamo
qui, perché rinunciare? "Saènt non mi ha mai deluso". Dice Giulio. (…)
Oggi nella nebbia, larici e abeti nascondono le loro chiome protese verso il
cielo e mettono in bella mostra i loro tronchi che per noi diventano un sicuro
appoggio e validi punti di orientamento tornando a scendere verso Prà di Saènt.
Ce ne sono di giganteschi che spuntano tra quelle pietre. In due non riusciamo
ad abbracciarli. Alcuni hanno circonferenze all'altezza del nostro petto di
quattro metri e più, e poi hanno forme bizzarre e sorprendenti! Chi l'avrebbe
mai detto, si lascia scappare Giulio, eppure sono passato così tante volte da
questa valle. Sarebbe bello ricavare un sentiero su questo macereto per
permettere a tanta gente e con ogni tempo di avvicinarsi a questi maestosi
giganti che da secoli vegliano sulla pace che regna in questa valle. Chissà
quante cose avranno da raccontare a chi farà loro visita e li guarderà con
ammirazione, stupito!
Dopo una breve pausa, girandosi quasi di scatto, come se
avesse dimenticato qualcosa, mi disse che Giulio, da sempre grande appassionato
di fauna, da quel giorno divenne anche amante degli alberi. (…)
Sono alcuni stralci del testo con cui inizia il libro dedicato a La scalinata dei Larici Monumentali, scritto in forma di "duetto" da Sergio Camin e Marcello Mazzucchi: gli ideatori e i curatori del progetto, divenuto realtà nel giro di un paio d'anni, per volontà del Parco Nazionale dello Stelvio.
E' difficile sintetizzare in poche
righe la figura poliedrica di Sergio Camin: maturità classica al liceo Carducci
di Bolzano, poi le prime mostre delle sue creazioni artistiche e successivamente
a Bari, Roma, Venezia e Vienna per soggiorni di studio e lavoro, esperienze che
decretano il decollo verso una carriera artistica rafforzata da frequentazioni
illustri e costellata da varie "personali", senza disdegnare nel
frattempo sperimentazioni di grafica pubblicitaria ed editoriale, esperienze di
scenografia, progetti e allestimenti museali e altre attività inclusa la
vignettistica, le collaborazioni giornalistiche e la scrittura di libri e
pubblicazioni.
Nei primi anni '90 iniziano le prime consulenze artistiche e le progettazioni
finalizzate ai parchi, ad aree protette, a percorsi naturalistici e più in
generale agli interventi sul territorio: in Trentino, Emilia Romagna, Piemonte,
Toscana (con il "Parco di Collodi" patrocinato dalla Comunità
Europea) e Sicilia, sull'Etna.
Un po' più tranquillo il profilo
professionale di Marcello Mazzucchi che per contro svolge il ruolo di vero e
proprio "provocatore", in virtù delle sue doti di sottile e originale
sensibilità nei riguardi di una natura che ha scelto quale oggetto (o
soggetto?) del suo lavoro appassionato.
Laureato in Scienze forestali all'Università di Padova, dal 1971 svolge
attività di tutela e gestione del bosco e del territorio come tecnico forestale
della Provincia Autonoma di Trento. Nel '91 è stato incaricato dello studio di
ecologia forestale per il Piano del parco Adamello-Brenta.
Ha svolto inoltre attività didattica quale incaricato del corso di Ecologia e
gestione degli ecosistemi forestali presso la facoltà di Ingegneria ambientale
dell'Università di Trento (dall'86 al '92), delle lezioni di selvicoltura ai
corsi post universitari di Sviluppo e gestione dei bacini idrografici (dall'87
al '91). Dal '97 collabora all'attività didattica, divulgativa e scientifica
del Parco Nazionale dello Stelvio, settore trentino.
E' inoltre autore di numerose pubblicazioni su riviste specializzate nazionali
ed estere sulle tematiche delle foreste, della fauna selvatica, del territorio e
degli ambienti di montagna.
Copyright 2004 Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio