Le valli
del parco conservano ovunque testimonianze di architettura rurale, che possiamo ritrovare
in diverse tipologie: dalle più antiche interamente in legno, con nuclei che risalgono al
XVI secolo, a quelle più recenti miste in pietra e legno o interamente in pietrame.
Queste dimore, ricordate in alcuni documenti a partire dal XIII secolo, sono il segno
della civiltà contadina su cui fondavano la loro economia le comunità delle alte valli
valtellinesi e camune comprese entro i confini del parco.
Significativo ricordare che, nella sola Valfurva, esistono più di 500 esempi di queste
baite.
Un cenno a parte merita il termalismo, legato alla presenza di sorgenti termali nelle aree
dei Bagni Nuovi e dei Bagni Vecchi ed allo stabilimento termale di Bormio.
Fonti ferruginose esistevano a Santa Caterina Valfurva e si trovano ancora nel settore
camuno presso SantApollonia.
Importanti le antiche vie di comunicazione, ben conosciute in epoca medioevale, che
testimoniano come Valtellina e valle Camonica fossero percorse fin da quei tempi da
eserciti, viaggiatori e commercianti; basti ricordare la Via Imperiale che collegava
Venezia con il Tirolo e lAlemagna passando per il Passo Gavia e la valle di Fraele,
e la strada dello Stelvio, uno dei valichi oggi più conosciuti ed apprezzati delle Alpi. |

Plazola, insediamento rurale
tradizionale di montagna

Maggengo, dimora stagionale
a supporto del lavoro
sui prati d'alta quota |